Riguardo noi e la città

Ancora attraccata al sud

Ancora attraccata

Ancora attraccata al sud

Quest'estate mi è mancata Napoli. L'anima di casa bussava ogni tanto nella mia testa, con fare rumoroso, come sempre. Poi sono arrivata a Palermo, dove realmente vengo spesso, ma questa volta mi sono persa nel suo scheletro nascosto, tra i vicoli scuri con le tende bianche, blu o rosse, a cui nessuno sembra fare caso.

Mi sono lasciata trascinare dal cuore verso i muri scrostati, le cupole verdi, i tetti rossi, i sapori veraci, le grida, il rumore dei motorini, delle macchine, della vita e dalla gente meravigliosa che mi ha circondato, quella nuova che ho conosciuto e quella che purtroppo non ho potuto vedere. Mi si chiede spesso come faccio ad avere tanta gente siciliana ma soprattutto di Palermo nella mia vita.

La risposta ce l'ho: penso che sia una connessione primordiale che ha un richiamo verso quella crepa nel cuore che abbiamo noi di queste terre del sud. Una linea spaccata in due tra la tempesta e le stelle.

Una linea che fa un male atroce e che parte dal Vesuvio e scende all'impazzata lungo il piede curvo dell'Italia e delinea il mare e le montagne di questa baia meravigliosa, fino a creare i tre lati di un'isola che ormai sento dentro, come se fosse casa mia. È così che spiego il pugno allo stomaco che sento nel lasciarla.

Sono una barca di natura e sento che andrò al largo, ma la mia ancora l'attracco qui, nel Sud dove sono io e sarò sempre io, perché io sono così... Tra la tempesta e le stelle.

Serena

Serena ha dormito all’interno della stanza Stanza Rosalia. Vedi se è disponibile per il tuo soggiorno

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